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Il Patto per la sicurezza urbana deve coinvolgere l’intera provincia di Pesaro e Urbino e non soltanto i Comuni di Pesaro e Fano. È quanto sostiene Emanuele Petrucci, sindaco di Mombaroccio e segretario regionale di Base Popolare, intervenendo sull'iniziativa annunciata per contrastare microcriminalità e mala movida attraverso il potenziamento delle Polizie Locali, dei servizi serali e notturni e degli strumenti di controllo del territorio. Petrucci contesta in particolare il mancato coinvolgimento degli altri 48 Comuni della provincia, che, secondo quanto afferma, non sarebbero stati invitati al tavolo di confronto sul protocollo d'intesa. «La sicurezza non ha confini ben delimitati», sottolinea, chiedendo un approccio basato su percorsi di rete e strategie territoriali condivise. Il sindaco di Mombaroccio evidenzia inoltre che si tratta di finanziamenti regionali e ritiene quindi necessario garantire un'attenzione omogenea a tutto il territorio. «Tutti i cittadini dovrebbero costituzionalmente avere gli stessi diritti dei due Comuni che si affacciano sulle sponde dei fiumi Metauro e Foglia», afferma Petrucci, riferendosi a Pesaro e Fano. La preoccupazione riguarda soprattutto il primo entroterra e i piccoli borghi situati nelle aree periferiche delle due principali città. Secondo Petrucci, concentrare gli interventi di contrasto alla microcriminalità nelle aree urbane potrebbe determinare il rischio che alcuni fenomeni si spostino verso Comuni più piccoli, dove sono già presenti carenze di organico nelle Polizie Locali e una minore disponibilità di sistemi di videosorveglianza e altre tecnologie per il controllo del territorio. Per questo Base Popolare chiede che la questione della sicurezza urbana venga affrontata oltre i confini amministrativi dei singoli Comuni, attraverso un coordinamento che coinvolga l'intero territorio provinciale. «Riteniamo sia di fondamentale importanza condividere determinati percorsi e rendere partecipe tutto il territorio affinché il problema sicurezza sia affrontato in un contesto che va al di fuori dei confini amministrativi dei singoli comuni», conclude Petrucci. (apertura su nuova finestra)
si è conclusa a #Sarajevo la Study Visit del Partito Popolare Europeo dedicata al futuro dell’#allargamento dell’Unione Europea ai #BalcaniOccidentali. Base Popolare ha partecipato con una sua delegazione. In un contesto internazionale sempre più complesso, l’allargamento rappresenta una scelta strategica per il futuro dell’#Europa, non solo sul piano geopolitico. Un’Europa più ampia è anche un’Europa più forte, più stabile e meglio attrezzata per affrontare le sfide #economiche, #industriali e di #sicurezza del nostro tempo. L’integrazione dei Balcani occidentali significa rafforzare il Mercato Unico, estendere regole comuni, favorire #investimenti, crescita e #competitività per le imprese europee e creare condizioni di concorrenza e opportunità condivise per aziende e lavoratori. Significa costruire uno spazio economico europeo più resiliente, riducendo frammentazioni, squilibri e incertezze che oggi limitano la capacità dell’Europa di competere a livello globale. L’allargamento rimane una delle politiche di maggior successo dell’Unione Europea. Ha promosso pace, stabilità, democrazia e prosperità e continua a essere uno strumento fondamentale per rafforzare lo Stato di diritto e i valori europei. Da Sarajevo portiamo a casa un messaggio chiaro: il futuro dei Balcani occidentali è in Europa. E il futuro dell’Europa dipende anche dalla sua capacità di completare l’integrazione del continente, rafforzando al contempo la propria competitività industriale e la propria autonomia strategica. (apertura su nuova finestra)
Si è conclusa ad Atene la due giorni di lavori del Comitato Competitività del PPE, dedicata alla reindustrializzazione europea e alle misure necessarie per rilanciare la competitività dell’Unione. Ai lavori ha partecipato Andrea Castellani, Segretario Internazionale di Base Popolare, in qualità di membro del Working Group sulla Competitività del PPE. Nel corso degli incontri è stata evidenziata la necessità di passare dall’analisi all’azione, individuando strumenti concreti per sostenere l’industria europea. Particolare attenzione è stata dedicata da Castellani alla crisi del settore dell’elettrodomestico, che interessa il nostro Paese ma riguarda più in generale importanti gruppi industriali europei. Tra le proposte discusse, il rafforzamento delle politiche volte a favorire aggregazioni, tra imprese europee, per creare campioni industriali in grado di competere a livello globale e difendere migliaia di posti di lavoro nei i settori strategici e ad alto impatto occupazionale. Ampio spazio è stato inoltre dedicato alle sfide legate a ricerca e sviluppo, intelligenza artificiale, cybersicurezza, connettività e sistemi di accumulo dell’energia, temi che avranno un impatto diretto sull’occupazione, sulle competenze e sul futuro delle comunità locali. Base Popolare continuerà a contribuire a questo confronto, promuovendo una visione di sviluppo fondata su competitività, innovazione e autonomia strategica europea. Sempre con la persona al centro. (apertura su nuova finestra)