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50 anni di #EuropeanPeopleParty di Partito Popolare Europeo in Europa. La riflessione del nostro Coordinatore Nazionale di #BasePopolare, Giuseppe De Mita alla Convention celebrativa di Roma, cui hanno partecipato i vertici del #PPE, unitamente a tutti i partiti, i movimenti e le organizzazioni sociali e produttive che aderiscono al Partito Popolare Europeo. Arginare l’avanzata dei populismi, dei sovranismi nazionali e delle autocrazie, per consolidare la #Pace e la #Democrazia in un Europa più forte, più sicura e più indipendente. “Non sono più consentite ambiguità, sia nella riforma delle istituzioni sia nella costruzione delle coalizioni. Le alleanze con i populismi di destra o di sinistra non sono la via per la loro conversione, ma il precipizio della nostra corruzione valoriale”. Lo ha detto Giuseppe De MITA, coordinatore nazionale di Base Popolare, intervenendo al raduno per i 50 anni di popolarismo europeo a Roma.“Il populismo - ha aggiunto - nasce quando un popolo non si sente rappresentato e si alimenta dell’incapacità della politica di mantenere le promesse di libertà e giustizia sociale. La sua risposta è sbagliata, ma le ragioni non sono false. Oggi il rischio è il baratto tra libertà e sicurezza, che comprime diritti fondamentali e indebolisce la democrazia”.“La sicurezza va costruita con un allargamento reale dei diritti, non con il loro scambio. Serve un salto di qualità in Europa e in Italia, rafforzando il progetto popolare e ricostruendo una rappresentanza reale nei territori, per evitare il rischio di essere presenti ovunque ma irrilevanti dappertutto”. (apertura su nuova finestra)
A PROPOSITO DI CINA. di Raimondo Orsetti In occasione della visita in Cina del Ministro Tajani, mi sovvengono alcune brevi, ma significative riflessioni. Riguardano il sistema economico delle Marche, che durante la presidenza di Gian Mario Spacca, approvò una legge regionale (n. 30 del 2008)- prima legge in materia di internazionalizzazione in Italia di una regione- anticipatrice di un modello efficace di cooperazione internazionale che diede risultati significativi nei mercati mondiali, ad iniziare proprio dalla Cina. Le Marche, in Cina, hanno goduto di una considerazione straordinaria. Fu lo stesso Governo cinese a consigliare il progetto nella provincia dell’Hunan incaricando la responsabile economica dell’Ambasciata cinese a Roma, la signora Ministro Zhang Junfang, di organizzare insieme al Presidente Spacca la prima missione economica verso quei territori dove furono realizzate molte relazioni economiche, commerciali, istituzionali e di cooperazione tra università e centri tecnologici. Si costruì anche una sede permanente della Regione Marche nella capitale dell'Hunan, Changsha, città di Mao Tze Dong, guidata con competenza e capacità da Cristiano Varotti. Quella dell’Hunan non fu l’unica esperienza di cooperazione economica tra imprese marchigiane e cinesi. Vi sono state inziative importanti anche nelle province dello Shandong (a Jinan e Cindao), nel Liaoling (a Dalien), nello Jiangsu (a Nanchino) e vennero attivate “antenne” commerciali a Pechino, Kumming, Jnan e Shanghai. Non da ultimo vorrei ricordare anche un evento culturale che accompagnò la nostra presenza in Cina. La grande mostra dedicata a Padre Matteo Ricci, (nel 2010 in occasione del quarto centenario), con quattro esposizioni a Pechino, Shanghai, Nanchino e Macao.Quest’ultima inaugurata dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che registrò oltre 1 milione di visitatori e rafforzò i rapporti di amicizia e cooperazione tra l'Italia, le Marche e la Cina. Potrei proseguire ancora nel descrivere le tantissime iniziative che fiorirono attorno a quella visione straordinaria che il presidente Spacca ebbe, di insistere sulla Cina, per assicurare nuovi sbocchi di mercato alle nostre imprese. Tutto è documentato a testimonianza di un fortissimo impegno che vide l’intero sistema regionale muoversi in un’unica direzione… A volte è bene ricordarlo per non dimenticare. (apertura su nuova finestra)