SIAMO DENTRO UNA BOLLA VUOTA, DOVE LA RAPPRESENTAZIONE VINCE SULLA RAPPRESENTANZA.
«Quando si manifesta c’è un’emozione, ma poi? C’è un progetto? C’è un interesse, una voglia, un gruppo sociale, qualcuno che vuole qualcosa? No. C’è soltanto una rappresentazione di sé, una rappresentazione delle proprie emozioni, per certi versi più spettacolare che incisiva».......
La dimensione mediana, da ceto medio in Italia, è stata sacrificata non dalla distanza tra destra e sinistra, ma dalla distanza tra l’alto e il basso. Chi sta in alto ha sempre più potere, verticalizza il potere, e gli altri devono obbedire.
In mezzo non c’è nessuno che media, perché non c’è possibilità di mediare.
O ci stai o non ci stai. Vale per i dazi, vale per Putin che dice: se non ci stai, io ho la bomba atomica. Questa mancanza di medietà, di cultura dell’intermedio, è il vero problema.
La distanza tra conservatori e progressisti, tra destra e sinistra, conta poco, non sta lì il problema. La verticalizzazione del potere ha imposto una tale differenza tra l’alto e il basso che, per usare una immagine, non c’è più una piramide,
c’è un io e i sottoposti, e quindi non c’è nessuna progressione, nessuna mediazione, nessun corpo intermedio, nessun meccanismo intermedio, e questa cosa crea e creerà problemi.
Perché chi sta al vertice fa il bullo, è potente, ha la bomba atomica, fa quello che vuole, e quindi alla fine o vince lui e tutti gli altri si arrangiano, oppure dal basso arriveranno moti di rivolta, perché non ce la fai a stare sempre sotto".
Da VITA del 9 dicembre 2025.
Intervista a Giuseppe De Rita.
